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Glossario

I termini tecnici dell'industria finanziaria e della previdenza non sono sempre facili da capire. Qui troverete termini importanti spiegati in modo breve e conciso.

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Accantonamenti

Gli accantonamenti sono riserve finanziarie che un istituto di previdenza deve costituire. L’istituto deve infatti creare riserve per le promesse assicurative non coperte o coperte solo in parte dai contributi oppure soggette a fluttuazioni. 

Gli accantonamenti principali di un istituto di previdenza:
– Accantonamento per l’allungamento dell’aspettativa di vita
– Accantonamento per fluttuazioni nell’andamento dei rischi (invalidità o decesso)
– Accantonamenti per perdite legate al pensionamento
– Accantonamenti per casi di prestazione in corso o ricorrenti
– Accantonamenti per una diminuzione del tasso d’interesse tecnico
– Accantonamento per rincari delle rendite

L’organo supremo/il consiglio di fondazione dell’istituto di previdenza (cassa pensione) decide quali accantonamenti vengono costituiti.

Aliquota di conversione

Abbreviazione: AC
Base giuridica: Art. 40 OPP 2
L’aliquota di conversione è un fattore (percentuale) con cui l’avere di vecchiaia viene convertito in rendita. Quando una persona raggiunge quindi il pensionamento, riceve ogni anno una quota fissa dell’avere di vecchiaia come rendita.

Un esempio di calcolo:
Al momento del pensionamento l’avere di vecchiaia di una persona ammonta a CHF 500’000.00 e la cassa pensione indica l’aliquota di conversione al 6%. La persona pensionata riceve quindi dalla cassa pensione una rendita annua pari a CHF 30’000.00 (500’000 × 6%).
 
Il valore dell’aliquota di conversione deriva dal tasso d’interesse tecnico e dall’aspettativa di vita media della persona.

Aspettativa di vita

Assicurazione completa

I datori di lavoro possono scegliere fra tre modelli assicurativi: assicurazione completa, casse pensione semiautonome con il modello di rischio cassa di risparmio oppure casse pensione autonome.

Una soluzione di assicurazione completa è disponibile presso un assicuratore vita. L’assicurazione completa è considerata molto sicura e con essa le aziende non si assumono alcun rischio. Nel caso di un’assicurazione completa la legge prevede che le società di assicurazione applichino annualmente un interesse all’avere di vecchiaia LPP dei propri assicurati pari almeno al tasso d’interesse minimo previsto per legge. Questo indipendentemente dal fatto che la stessa società di assicurazione abbia ottenuto un rendimento corrispondente sull’avere di vecchiaia che ha investito sul mercato dei capitali. Non è possibile una sottocopertura; la società di assicurazione deve sempre garantire la prestazione previdenziale al 100%. In cambio, la società riceve parte dell’utile. (si veda Legal quote)

Avere di vecchiaia

Dopo il pensionamento la persona assicurata riceve dalla cassa pensione una rendita di vecchiaia vitalizia (prestazione di vecchiaia). L’ammontare di tale rendita viene calcolato dall’avere di vecchiaia (avere previdenziale) come segue: l’avere di vecchiaia viene moltiplicato per l’aliquota di conversione attuale e da questa operazione risulta una rendita annuale versata per tutta la vita.

A seconda del rapporto assicurativo presso la cassa pensione della persona assicurata, dopo il pensionamento questa riceve in aggiunta anche prestazioni dalla quota di risparmio sovraobbligatoria, per cui possono essere applicati tassi d’interesse diversi e che può essere convertita in modo diverso. Dalla somma della rendita dal regime obbligatorio e dal regime sovraobbligatorio risulta la rendita totale. Si veda anche Splitting.

Se la persona assicurata ha figli minorenni al momento del pensionamento, questa riceve dalla cassa pensione una rendita per i figli del beneficiario di una rendita di vecchiaia per ogni figlio.

Avere obbligatorio

Base giuridica: Art. 6 segg. LPP
L’avere obbligatorio corrisponde all’avere che è stato risparmiato nella LPP obbligatoria. Si veda anche Splitting.

Avere previdenziale

Capitale di previdenza

Un istituto di previdenza ha degli impegni nei confronti dei suoi assicurati. Il capitale di previdenza indica questi impegni attuariali. Si distingue quindi tra il capitale di previdenza per assicurati attivi (solitamente capitale di risparmio, tuttavia almeno le prestazioni di libero passaggio) e il capitale di previdenza per assicurati pensionati.

Cassa completamente autonoma

Cassa pensione

Cassa pensione autonoma

I datori di lavoro possono scegliere fra tre modelli assicurativi: assicurazione completa, casse pensione semiautonome con il modello di rischio cassa di risparmio oppure casse pensione autonome.

La cassa pensione autonoma si assume i rischi di vecchiaia, decesso e invalidità dei propri membri. Nel quadro delle possibilità previste dalla legge, il consiglio di fondazione decide l’ammontare delle prestazioni e dei contributi e definisce la strategia d’investimento della cassa pensione. Nel caso di una cassa pensione autonoma, i datori di lavoro e i loro collaboratori si assumono il rischio. Sono in particolare le grandi aziende a ricorrere a una cassa pensione autonoma.

Casse pensione semiautonome

I datori di lavoro possono scegliere fra tre modelli assicurativi: assicurazione completa, casse pensione semiautonome con il modello di rischio cassa di risparmio oppure casse pensione autonome.

Nel caso di una cassa pensione semiautonoma, la cassa pensione trasferisce il rischio in caso di decesso e invalidità a una società di assicurazione. Di norma, le casse pensione semiautonome gestiscono autonomamente l’avere di vecchiaia, ma assicurano i rischi (decesso, invalidità) presso una società di assicurazione. Le casse pensione semiautonome hanno quindi l’opportunità di generare buoni rendimenti e possono così costituire riserve di fluttuazione per rischi d’investimento. Anche gli assicurati traggono beneficio da un buon andamento degli investimenti, ricevendo una migliore corresponsione degli interessi del loro capitale di vecchiaia. Tuttavia, le casse pensione non ricevono alcuna garanzia sugli investimenti e si assumono personalmente il rischio. Se in anni negativi dal punto di vista economico le rendita diminuisce molto, la cassa pensione deve comunque applicare al capitale di vecchiaia degli assicurati nella LPP obbligatoria il tasso d’interesse minimo concordato. In questo caso, in determinate circostanze tale tasso d’interesse può essere più elevato della rendita e vi è il rischio che una cassa pensione vada così incontro a una sottocopertura.

Certificato di previdenza

Tutte le persone assicurate presso un istituto di previdenza ricevono una volta all’anno il loro certificato di previdenza. Sul certificato di previdenza sono riportate tutte le informazioni importanti relative alla propria previdenza professionale. La persona assicurata vede sul certificato di previdenza quali prestazioni lei e i suoi familiari riceveranno presumibilmente dall’istituto di previdenza in età avanzata (prestazione di vecchiaia), in caso di invalidità e in caso di decesso (prestazione di rischio). La persona assicurata ottiene tramite il certificato di previdenza anche indicazioni relative al finanziamento, quindi qual è l’ammontare del suo salario coordinato e del tasso di contribuzione. Inoltre, una persona assicurata viene informata mediante il certificato di previdenza se può effettuare un riscatto e se può prelevare averi per il finanziamento di proprietà di abitazione (promozione della proprietà di abitazioni). Sulla maggior parte dei certificati di previdenza sono inoltre riportate informazioni sull’istituto di previdenza.

Conto testimone

Tutti gli istituti di previdenza sono tenuti per legge a tenere un conto testimone. Ciò significa che devono tenere i conti di vecchiaia individuali delle persone assicurate secondo lo standard previsto dalla LPP. Il conto testimone mostra l’ammontare delle prestazioni minime previste per legge dalla LPP che l’istituto di previdenza deve garantire come minimo.

Contributi del lavoratore e del datore di lavoro

Chi è obbligatoriamente assicurato nel secondo pilastro (regime obbligatorio) versa ogni mese i contributi alla cassa pensione. Il datore di lavoro deve farsi carico almeno della metà di questi contributi, il lavoratore paga il resto. 
I contributi si compongono di contributi di risparmio, contributi di rischio e spese amministrative. 

L’ammontare minimo dei contributi di risparmio dipende dall’età del lavoratore:
25–34 anni: 7%
34–44 anni: 10%
45–54 anni: 15%
55+ 64/65 anni: 18%

I contributi di rischio per le assicurazioni contro decesso e invalidità come pure le spese amministrative vengono stabilite dalla cassa pensione.

Costituzione in pegno

Nell’ambito della promozione della proprietà di abitazioni, una persona assicurata può costituire in pegno il capitale dalla cassa pensione. La persona assicurata impiega una parte del suo avere di risparmio nella cassa pensione come garanzia per il finanziamento. Ciò significa che l’istituto (ad esempio la banca) che esegue il finanziamento (ad esempio con un’ipoteca) calcola l’avere di risparmio costituito in pegno nella cassa pensione rispetto al capitale proprio della persona assicurata, così che questa ottenga condizioni migliori per il finanziamento.

d | e | f

Deduzione di coordinamento

Per determinare il salario LPP si prende il salario AVS e da esso si sottrae la deduzione di coordinamento LPP. 

L’ammontare della deduzione di coordinamento è uguale per tutte le persone assicurate. Viene adeguata a intervalli regolari dalla Confederazione e si orienta alla rendita annua AVS massima.

Durata del versamento della rendita

La durata del versamento della rendita indica il periodo nel quale viene versata la rendita a una persona. La durata della rendita non viene stabilita singolarmente per ogni persona, ma determinata in base a rilevamenti statistici, riassunti nei fondamenti tecnici (ad esempio nella LPP 2015 o nel censimento 2020). 

La durata del versamento della rendita è necessaria ai fini del calcolo del valore attuale della rendita. Tutti gli istituti di previdenza che applicano gli stessi fondamenti tecnici calcolano quindi anche lo stesso ammontare della rendita per una persona.

Esenzioni dal pagamento dei contributi

Se una persona assicurata non può più lavorare almeno al 40% nel lungo termine in seguito a malattia o infortunio, i contributi alla cassa pensione non devono più essere pagati dal datore di lavoro e dal lavoratore. Questo dopo un periodo di attesa definito nel piano previdenziale. In questo caso di esenzione dal pagamento dei contributi, la cassa pensione continua a versare i contributi per la persona assicurata, la quale continua quindi a essere protetta contro i rischi di vecchiaia, decesso e invalidità.

Fondamenti tecnici

Affinché un istituto di previdenza (cassa pensione) possa calcolare l’ammontare dei suoi impegni nei confronti delle persone assicurate, deve ricorrere a dati statistici. Si può trattare ad esempio di dati relativi alla probabilità di decesso, di diventare invalidi o di sposarsi. La sintesi di tutte le probabilità, compresi i valori attuali da queste derivanti, vengono chiamati fondamenti tecnici.

Fondatione Istituto collettore

La Fondazione istituto collettore LPP è un istituto di previdenza nazionale. 

Su incarico della Confederazione, questo istituto opera come bacino di raccolta e rete di sicurezza del secondo pilastro. Nella Fondazione istituto collettore tutti i datori di lavoro vengono assicurati, senza eccezioni, se i requisiti previsti dalla legge a tal riguardo sono soddisfatti.

I datori di lavoro sono obbligati a aderire a un istituto di previdenza (cassa pensione). Se non lo fanno, sono costretti a aderire alla Fondazione istituto collettore.

Inoltre, la Fondazione istituto collettore assicura lavoratori e lavoratori indipendenti che per legge non hanno obblighi per un secondo pilastro, ma desiderano assicurarsi volontariamente. Vengono inoltre versate alla Fondazione istituto collettore le prestazioni di libero passaggio di persone che escono dal loro precedente istituto di previdenza (ad esempio in caso di cambiamento del posto di lavoro) e che non indicano un nuovo istituto di previdenza o riferimento bancario.

Fondi liberi

I fondi liberi sono fondi non necessari a un istituto di previdenza (cassa pensione) per coprire i propri impegni e le proprie riserve di fluttuazione. I fondi liberi vengono chiamati anche eccedenze. Un istituto di previdenza può far affluire questo denaro nelle proprie riserve oppure farlo pervenire ai propri assicurati (ad esempio aumentando le prestazioni o riducendo i contributi).

Fondo di garanzia LPP

La Fondazione Fondo di garanzia LPP è un istituto nazionale della previdenza professionale, finanziato da tutti gli istituti di previdenza che forniscono prestazioni obbligatorie. Lo scopo della Fondazione Fondo di garanzia LPP è salvaguardare l’avere previdenziale in caso di fallimento. Se un datore di lavoro o un istituto di previdenza diventa insolvente, la Fondazione Fondo di garanzia LPP corrisponde le prestazioni. 

g | h | i

Garanzia di rendita

Nel certificato di previdenza l’istituto di previdenza (cassa pensione) indica alle persone assicurate quale sarà l’ammontare della loro rendita futura.

Grado di copertura

Abbreviazione: GC
Affinché la cassa pensione possa stimare i propri rischi, essa calcola i propri impegni nei confronti delle persone assicurate. La cassa pensione ha impegni nei confronti dei suoi assicurati attivi (avere previdenziale) e dei suoi beneficiari di rendita (garanzia di rendita/valore attuale della rendita). La cassa pensione confronta questi impegni con il proprio patrimonio. Dal rapporto tra il patrimonio e gli impegni risulta il grado di copertura di una cassa pensione, indicato solitamente come percentuale.

Se il grado di copertura è superiore al 100%, la cassa pensione registra una copertura in eccesso e dispone di riserve di fluttuazione. Se il grado di copertura è inferiore al 100%, si parla di sottocopertura.

Il grado di copertura permette solo una valutazione limitata della qualità di una cassa pensione, poiché gli impegni di una cassa pensione dipendono fortemente dall’ammontare del tasso d’interesse tecnico e dai fondamenti tecnici utilizzati.

Impegni di un istituto di previdenza

Gli impegni di un istituto di previdenza corrispondono al capitale di previdenza necessario a livello attuariale.

Gli impegni di un istituto di previdenza vengono calcolati in base ai principi riconosciuti dagli esperti per la previdenza professionale.

Importo limite superiore

Si veda Salario LPP.

Istituto collettivo

Un istituto collettivo è un istituto di previdenza (cassa pensione) a cui sono affiliati più datori di lavoro. A differenza di un istituto comune, nel caso dell’istituto collettivo i datori di lavoro affiliati non costituiscono una comunità solidale. Ciò significa che ogni datore di lavoro tiene la propria contabilità e ha il proprio piano di prestazione e di finanziamento. Gli istituti collettivi vengono amministrati da società di assicurazione, banche o altri fornitori.

Istituto comune

Un istituto comune è un istituto di previdenza (cassa pensione) a cui sono affiliati più datori di lavoro. Contrariamente a un istituto collettivo, i datori di lavoro affiliati costituiscono una comunità solidale. Gli assicurati hanno una soluzione previdenziale unitaria e anche l’organizzazione e la fatturazione sono regolate in modo uniforme. Gli istituti comuni sono in particolare diffusi tra le piccole imprese o nelle associazioni professionali.

Istituto di libero passaggio

Affinché sia possibile continuare a concedere la copertura previdenziale, esistono gli istituti di libero passaggio (chiamati anche fondazioni di libero passaggio). 

Se una persona cambia posto di lavoro, spesso cambia anche cassa pensione. Il capitale risparmiato fino a quel momento (prestazione di libero passaggio) in questo caso deve essere trasferito alla nuova cassa pensione. 

Se un lavoratore diventa disoccupato o si prende una pausa più lunga, il capitale deve essere trasferito a un istituto di libero passaggio. Il capitale continua ad essere vincolato presso un istituto di libero passaggio e quindi la copertura previdenziale è garantita.

Istituto di previdenza

I datori di lavoro sono tenuti per legge a gestire un proprio istituto di previdenza (cassa pensione) o ad affiliarsi a un istituto di previdenza (cassa pensione), che può essere un istituto collettivo o un istituto comune. I datori di lavoro possono inoltre scegliere fra tre modelli assicurativi: assicurazione completa, casse pensione semiautonoma con il modello di rischio cassa di risparmio oppure casse pensione autonome.

j | k | l

Legal quote

Si veda Quota minima.

LPP obbligatoria

La LPP prescrive per legge quali lavoratori devono essere assicurati presso un istituto di previdenza (cassa pensione) e quali prestazioni minime devono fornire gli istituti di previdenza.

Devono essere assicurati tutti i lavoratori dai 18 anni, che sono già assicurati nel primo pilastro e che percepiscono un salario superiore alla soglia d’ingresso.

m | n | o

Organo supremo/consiglio di fondazione

All’interno delle disposizioni di legge, gli istituti di previdenza (casse pensione) possono determinare liberamente l’organizzazione delle proprie prestazioni e del proprio finanziamento. Responsabile di queste decisioni è l’organo supremo (solitamente il consiglio di fondazione), che definisce la strategia di un istituto di previdenza, la strategia d’investimento e monitora la direzione. 

L’organo supremo è composto secondo il principio della parità: ciò significa che esso si compone dello stesso numero di rappresentati di lavoratori e datori di lavoro.

p | q | r

Parità

Gli istituti di previdenza (casse pensione) operativi nel settore obbligatorio della LPP sono amministrati in modo paritetico. Ciò significa che l’amministrazione è un organo paritetico e datore di lavoro e lavoratore hanno diritto di parola nella stessa misura. I rappresentanti vengono eletti direttamente dagli assicurati o dai delegati.

Perdite legate al pensionamento

Nella LPP si parla di perdite legate al pensionamento se l’avere di vecchiaia di una persona assicurata disponibile all’inizio del pensionamento non è sufficiente a finanziare i futuri pagamenti della rendita. Ciò significa che le prestazioni sono concesse in misura superiore rispetto ai fondamenti tecnici in base alla probabilità di decesso.

Piano previdenziale

Tutte le persone assicurate presso un istituto di previdenza hanno un piano previdenziale. Nel piano viene definita la loro soluzione previdenziale concreta, ossia l’ammontare dei contributi e le prestazioni assicurate. Inoltre, nel piano previdenziale sono definiti i limiti per il salario assicurato. 
Un istituto di previdenza può offrire alle proprie aziende assicurate una scelta tra diversi piani previdenziali.

Prelievo anticipato

Nell’ambito della promozione della proprietà di abitazioni una persona assicurata può prelevare anticipatamente capitale dalla cassa pensione. La persona assicurata si fa corrispondere un importo dalla sua cassa pensione e impiega il denaro per acquistare una proprietà di abitazioni. In questo modo il capitale di vecchiaia della persona assicurata si riduce. Anche il denaro prelevato anticipatamente può essere restituito.

Prestazione d’invalidità

Prestazione di libero passaggio

Se una persona assicurata lascia l’istituto di previdenza (cassa pensione), ha diritto alla prestazione di libero passaggio. 

La prestazione di libero passaggio comprende almeno tutti i contributi del lavoratore e del datore di lavoro e i riscatti o versamenti effettuati (versamento unico). La prestazione di libero passaggio deve essere versata alla nuova cassa pensione della persona assicurata o a un nuovo istituto di libero passaggio.

Prestazione di rischio

La cassa pensione corrisponde diverse prestazioni della cassa pensione. Tra le prestazioni di rischio rientrano la prestazione d’invalidità e la prestazione per il superstite (prestazione in caso di decesso).

Prestazione di vecchiaia

Prestazione in caso di decesso

Se una persona assicurata muore, i suoi superstiti hanno diritto a una prestazione in caso di decesso dall’istituto di previdenza della persona deceduta. 
Sono considerati superstiti coniuge superstite, partner registrato/-a superstite, orfani. Un istituto di previdenza può inoltre accettare altre persone beneficiarie, ad esempio le persone che sono state fortemente supportate dalla persona deceduta.

Prestazione per il superstite

Prestazioni della cassa pensione

L’istituto di previdenza (cassa pensione) riconosce diverse prestazioni: prestazione di vecchiaia, prestazione per il superstite (prestazione in caso di decesso), prestazioni d’invalidità (prestazioni di rischio). Gli assicurati possono trovare una panoramica di queste prestazioni della cassa pensione nel certificato di previdenza.

Prestazioni minime LPP

La LPP prescrive per legge quali prestazioni minime deve erogare un istituto di previdenza (cassa pensione). Sono definiti il tasso d’interesse minimo applicato all’avere previdenziale, l’aliquota di conversione minima della rendita e l’età di pensionamento che corrisponde all’età di pensionamento ordinaria AVS.

Le prestazioni minime sono previste per legge con l’intenzione di permettere alla persona assicurata di poter mantenere uno standard di vita consono dopo il pensionamento grazie alle prestazioni dalla cassa pensione e alle prestazioni dall’AVS/AI. 

Previdenza integrata

Si parla di previdenza integrata quando un istituto di previdenza (cassa pensione) offre le prestazioni minime di legge e, allo stesso tempo, le prestazioni che vanno oltre alla LPP obbligatoria

In caso di previdenza integrata, una cassa pensione può assicurare separatamente l’una dall’altra le prestazioni minime e le prestazioni sovraobbligatorie a condizioni diverse (aliquota di conversione, tasso d’interesse, processo di risparmio). Se questo è il caso, si parla di uno splitting LPP.

Primato dei contributi

In Svizzera esistono due diversi sistemi per gli istituti di previdenza (casse pensione): il primato delle prestazioni e il primato dei contributi. Si tratta del modo in cui vengono calcolate le prestazioni della cassa pensione (prestazioni di vecchiaia, d’invalidità e in caso di decesso). 

Nel caso del primato dei contributi, le prestazioni della cassa pensione vengono calcolate in base ai contributi di risparmio effettivamente versati e alla corresponsione degli interessi del capitale risparmiato. Più elevati sono i contributi, tanto più capitale la persona assicurata potrà risparmiare e più alta sarà in seguito la sua rendita mensile. Quando infatti la persona assicurata raggiunge il pensionamento, il suo capitale risparmiato viene convertito in una rendita vitalizia (con l’aliquota di conversione). 

Il primato dei contributi oggi è il modello standard per le casse pensione. Il primato delle prestazioni viene applicato solo da un’esigua minoranza delle casse pensione.

Primato delle prestazioni

In Svizzera esistono due diversi sistemi per gli istituti di previdenza (casse pensione): il primato delle prestazioni e il primato dei contributi. Si tratta del modo in cui vengono calcolate le prestazioni della cassa pensione (prestazioni di vecchiaia, d’invalidità e in caso di decesso). 

Nel primato delle prestazioni, la prestazione della cassa pensione viene calcolata in base al salario assicurato. Ciò significa che l’ammontare della prestazione della cassa pensione viene fissato in anticipo e dipende dall’ultimo salario assicurato. Nel primato delle prestazioni l’importante non è quindi quanto capitale di vecchiaia ha risparmiato una persona assicurata, ma l’ammontare del suo ultimo salario assicurato prima del pensionamento.

Se un lavoratore ottiene un aumento salariale, questo comporta maggiori prestazioni della cassa pensione per il lavoratore. Queste maggiori prestazioni devono tuttavia essere riscattate dal lavoratore e dal datore di lavoro con un versamento unico (versamenti degli arretrati). Il mancato versamento degli arretrati comporta il mancato raggiungimento in età avanzata della prestazione dalla cassa pensione fissata anticipatamente.

Il primato dei contributi oggi è il modello standard per le casse pensione. Il primato delle prestazioni viene applicato solo da un’esigua minoranza delle casse pensione.

Principio di capitalizzazione

Assicurazioni e istituti di previdenza possono essere finanziari in base al principio di capitalizzazione. A tal fine, ai contributi delle persone assicurate vengono applicati i tassi d’interesse dell’avere di risparmio. Per poter pagare questi interessi, il capitale viene investito nel mercato. Nel principio di capitalizzazione ogni persona assicurata risparmia per se stessa, come nel caso di una cassa di risparmio.

Il contrario del principio di capitalizzazione è il principio di ripartizione.

Principio di ripartizione

Affinché sia possibile corrispondere le rendite AVS ai beneficiari di rendita, nell’AVS viene applicato un principio di ripartizione: ciò significa che la generazione attiva in senso economico, ossia tutti i lavoratori attivi, finanziano i beneficiari di rendita con i loro contributi all’AVS. Tali contributi vengono impiegati immediatamente per pagare le rendite e vengono quindi «ripartiti». Rispetto alla cassa pensione, i lavoratori non mettono personalmente da parte alcun avere. 

Il contrario del principio di ripartizione è il principio di capitalizzazione.

Probabilità di decesso

Per calcolare l’ammontare delle prestazioni di rendita, gli istituti di previdenza necessitano di ricorrere a un’ipotesi della probabilità di decesso delle persone assicurate. Ciò significa una stima di quanti anni una persona vivrà ancora dopo il pensionamento.

I valori statistici relativi al calcolo di questa probabilità di decesso forniscono una tavola (chiamata anche tavola di mortalità). 

Processo di risparmio

Base giuridica: Art. 16 LPP
Nel secondo pilastro gli assicurati risparmiano per il proprio capitale di vecchiaia in base a un processo di risparmio individuale. Questo significa che ogni persona assicurata ha il proprio «conto di risparmio» personale presso la cassa pensione. Se le condizioni per una LPP obbligatoria vengono soddisfatte, il processo di risparmio inizia a 25 anni e termina con il raggiungimento dell’età di pensionamento. La rendita viene finanziata mediante il capitale di vecchiaia risparmiato. A tal fine il capitale disponibile viene moltiplicato per il fattore di conversione, calcolando così la rendita annua.

Promozione della proprietà di abitazioni

Chi desidera acquistare la proprietà di abitazioni per uso proprio, può utilizzare per il finanziamento l’avere dal suo secondo pilastro. Nella cosiddetta promozione della proprietà di abitazioni vi sono due possibilità: la persona assicurata può prelevare il capitale (prelievo anticipato) oppure costituirlo in pegno (costituzione in pegno).

Quota di distribuzione

Secondo il regolamento relativo alla quota minima, gli assicurati ricevono da un’assicurazione completa almeno il 90% dei proventi ottenuti dall’attività LPP. Per quota di distribuzione si intende la percentuale effettivamente utilizzata in un anno per la collettività di assicurati.

Quota minima

La quota minima (anche legal quote) viene regolata nella legge sulla sorveglianza degli assicuratori (LSA) e trova applicazione per gli istituti di previdenza LPP. La regolamentazione relativa alla quota minima afferma che i proventi dall’attività LPP devono essere assegnati almeno al 90% agli assicurati (quota di distribuzione). Gli azionisti ricevono al massimo il 10% dei proventi ottenuti, che rappresenta così l’indennità per il capitale di rischio messo a disposizione. La quota minima si basa sul conto d’esercizio LPP e viene monitorata dall’autorità di vigilanza competente (UFAP).

Regime obbligatorio

Si veda LPP obbligatoria.

Regime sovraobbligatorio

Per quanto riguarda il salario annuo assicurato, la LPP distingue tra la parte obbligatoria (regime sovraobbligatorio) e la parte sovraobbligatoria. 

I salari annui assicurati superiori al massimo salario annuo LPP computabile (salario massimo LPP) rientrano nella parte sovraobbligatoria e sono prestazioni volontarie della cassa pensione. Un regime sovraobbligatorio comporta prestazioni più elevate della cassa pensione. Si veda anche Splitting.

Rendita d’invalidità

Una persona assicurata che si ammala, diventa incapace al guadagno e non può più lavorare per un periodo di tempo prolungato ha diritto a una rendita d’invalidità. La persona assicurata riceve tale rendita dal primo pilastro (assicurazione federale per l’invalidità AI) e dal secondo pilastro (assicurazione LPP).

Per ricevere una rendita di invalidità una persona deve essere invalida almeno al 40%. Questo grado di invalidità viene definito dall’assicurazione federale per l’invalidità.

Rendita per i figli del beneficiario di una rendita di vecchiaia

Se una persona assicurata ha figli minorenni al momento del pensionamento, questa riceve dalla cassa pensione una rendita per i figli del beneficiario di una rendita di vecchiaia. Tale rendita per i figli ammonta al 20% della rendita di vecchiaia della persona assicurata. Quando la persona assicurata muore, la rendita per i figli del beneficiario di una rendita di vecchiaia continua ad essere versata. Se un figlio diventa maggiorenne e non ha ancora completato la prima formazione, la cassa pensione continua a versare questa rendita per i figli al massimo fino al raggiungimento dei 25 anni. 

Risanamento

Se un istituto di previdenza va incontro a una sottocopertura, deve adottare misure di risanamento per ristabilire un equilibrio finanziario. Si parla di sottocopertura considerevole quando il grado di copertura è inferiore al 90%.

L’organo supremo/il consiglio di fondazione decide quali sono le misure di risanamento da attuare. È importante che le misure non siano a carico unilateralmente dei datori di lavoro o dei lavoratori. Tali misure devono inoltre essere conformi al regolamento ed essere proporzionali ed equilibrate.

Sono possibili diverse misure di risanamento:
– Contributi da datori di lavoro e lavoratori
– Contributo da beneficiari di rendita
– Riduzione/eliminazione della corresponsione degli interessi dell’avere di vecchiaia sovraobbligatorio
– Riduzione della corresponsione degli interessi dell’avere di vecchiaia obbligatorio
– Interruzione di prelievi anticipati per il finanziamento della proprietà di abitazioni
– Riduzione dell’aliquota di conversione per l’avere di vecchiaia sovraobbligatorio

In caso di sottocopertura considerevole, il risanamento dovrebbe essere completato in un periodo compreso tra cinque e sette anni.

Riscatto

Base giuridica: Art. 79b LPP
La maggior parte degli assicurati può effettuare volontariamente riscatti nella propria cassa pensione, pagando cioè un contributo al proprio avere di vecchiaia. Il vantaggio è che gli assicurati riceveranno in seguito una rendita più alta. Inoltre, i contributi per i riscatti volontari possono essere dedotti dal reddito imponibile.

Tuttavia, un riscatto volontario è possibile solo se esistono lacune previdenziali. È però probabile che una persona assicurata abbia una tale lacuna perché essa può sorgere, ad esempio, in caso di aumento salariale, periodi di formazione più lunghi, soggiorni all’estero o pause per figli. 

L’ammontare di questa lacuna previdenziale indica il possibile ammontare del riscatto volontario. Questo dato è riportato sul certificato di previdenza.

Chi ha prelevato avere dalla cassa pensione per la proprietà abitativa per uso proprio deve prima restituirlo e solo poi può effettuare di nuovo un riscatto.

Riserve

Tutti gli istituti di previdenza (cassa pensione) devono costituire riserve (di fluttuazione) pari al 10–20% del proprio patrimonio d’investimento. L’ammontare delle riserve dipende dalla strategia d’investimento e dal profilo d’età della cassa pensione.
Vengono indicate come riserve i segmenti patrimoniali superiori al grado di copertura del 100%. Le riserve servono a compensare eventuali oscillazioni di corso sui mercati e quindi ad ammortizzare possibili perdite. Più elevata la riserva di una cassa pensione, più rischi questa può sopportare (ad esempio con la propria strategia d’investimento).

Riserve dei contributi del datore di lavoro

I datori di lavoro possono fornire volontariamente presso il loro istituto di previdenza pagamenti anticipati dei contributi per gli anni successivi. Il datore di lavoro può contabilizzare queste riserve dei contributi del datore di lavoro come spese, in modo da ridurre i propri utili e beneficiare così di imposte inferiori. Oltre al risparmio fiscale, le riserve volontarie dei contributi del datore di lavoro permettono a quest’ultimo di garantire i propri impegni in periodi difficili (crea riserve negli anni positivi).

Tuttavia, le riserve dei contributi del datore di lavoro sono possibili solo in misura limitata: possono essere pari al massimo a cinque volte il contributo annuo del datore di lavoro per la cassa pensione. L’ammontare di questi contributi annui viene calcolato secondo il regolamento dell’istituto di previdenza.

Riserve di fluttuazione

Si veda Riserve.

s | t | u

Salario annuo

Salario assicurato

Base giuridica: Art. 7 + Art. 8 LPP
Si considera salario assicurato il salario annuo conteggiato, meno la deduzione di coordinamento. Il salario annuo, il salario assicurato, la soglia d’ingresso e la deduzione di coordinamento sono stabiliti nel piano previdenziale, che viene definito dal datore di lavoro.

Salario AVS

Con il salario AVS viene calcolato il salario assicurato nel secondo pilastro. Il salario AVS si compone del salario orario, giornaliero, settimanale e mensile. Tra questi rientrano anche premi e indennità per ore straordinarie e lavoro notturno, indennità di residenza e di rincaro, gratificazioni, regali per anzianità di servizio e prelievi regolari per vitto, alloggio, uso privato dell’auto aziendale e dell’appartamento aziendale.

Salario coordinato

Si veda Salario LPP coordinato.

Salario LPP

Il salario LPP (anche importo limite superiore) indica l’ammontare massimo del salario che può essere assicurato nella previdenza professionale obbligatoria. Il salario massimo LPP è pari a tre volte la rendita annua AVS massima.

Le quote salariali superiori al salario LPP non sono assicurate secondo la previdenza professionale obbligatoria, ma possono essere assicurate come previdenza sovraobbligatoria (regime sovraobbligatorio).

Salario LPP coordinato

Il salario LPP coordinato è il salario che deve essere assicurato per legge. Il suo importo è pari al salario LPP, meno la deduzione di coordinamento. Per questo il salario LPP coordinato si chiama anche salario coordinato. Nel caso del salario LPP coordinato vi sono un minimo e un massimo per la parte obbligatoria.

Sconto

Lo sconto (anche deduzione degli interessi) è un procedimento matematico tramite il quale è possibile calcolare un valore limite per un futuro pagamento. Ciò significa che si applica lo sconto per sapere oggi quanto denaro sarà necessario per poter pagare un importo in futuro.
Per ottenere il valore attuale cercato, sono necessarie informazioni sulla durata e sull’interesse. In questo modo è possibile eseguire un calcolo a ritroso e sottrarre l’interesse annuale fino ad arrivare al valore odierno.

Soglia d’ingresso

La soglia d’ingresso indica il salario minimo che una persona assicurata deve percepire presso un datore di lavoro per essere assicurata obbligatoriamente nel secondo pilastro. L’ammontare di tale soglia d’ingresso viene regolarmente adeguato dalla Confederazione.

Le persone che non raggiungono questo salario minimo non sono assicurate obbligatoriamente nel secondo pilastro. Anche le persone che lavorano presso più di un datore di lavoro e che per ognuno di essi guadagnano meno della soglia d’ingresso non sono automaticamente assicurate nel secondo pilastro. Queste persone hanno però la possibilità di assicurarsi volontariamente, di norma presso un istituto collettore.

Sottocopertura

Ogni istituto di previdenza in Svizzera deve indicare un grado di copertura, che indica il rapporto tra il patrimonio previdenziale e gli impegni dell’istituto di previdenza. Il grado di copertura indica quindi quale percentuale degli impegni di un istituto di previdenza sono coperti dai valori patrimoniali. Se, ad esempio, un istituto di previdenza ha un grado di copertura pari al 100%, allora i suoi impegni e il suo patrimonio previdenziale sono alla pari. In questo caso l’istituto ha capitale a sufficienza per rispettare tutti i suoi impegni. Se il grado di copertura è superiore al 100%, l’istituto di previdenza possiede un patrimonio più elevato dei propri impegni. Se invece il grado di copertura è inferiore al 100%, gli impegni sono superiori al patrimonio e si parla quindi di sottocopertura di un istituto di previdenza.

Un istituto di previdenza con una sottocopertura non sarebbe più nella posizione di corrispondere tutti gli impegni attuali e futuri (versamenti) allo stesso momento. Tuttavia, è molto improbabile che un istituto di previdenza debba adempiere a tutti gli impegni contemporaneamente, perché non tutti gli assicurati cambiano datore di lavoro o raggiungono la pensione nello stesso momento. 

Se un istituto di previdenza presenta una sottocopertura considerevole per un periodo prolungato, è necessario avviare un risanamento.

Sovraobbligatorio

Splitting

Si parla di splitting sia nella LPP che nell’AVS/AI. Tuttavia, in questi due ambiti il termine non ha lo stesso significato. 

Splitting LPP:
Nel caso di una previdenza integrata, l’istituto di previdenza offre sia le prestazioni minime LPP sia le prestazioni sovraobbligatorie (regime sovraobbligatorio). Quando queste due prestazioni vengono assicurate separatamente l’una dall’altra e a condizioni diverse, si parla di splitting LPP. Ciò significa che per le prestazioni minime LPP e per le prestazioni sovraobbligatorie vengono applicate due aliquote di conversione, due tassi d’interesse, due processi di risparmio ecc. 

Splitting AVS/AI:
Si parla di splitting AVS/AI quando i redditi conseguiti dai coniugi durante il matrimonio vengono sommati e attribuiti per metà a ciascuno. Vengono ripartiti anche accrediti per compiti educativi e accrediti per compiti assistenziali. Affinché sia possibile effettuare lo splitting, entrambi i coniugi devono essere stati assicurati negli stessi anni civili. Si procede allo splitting nel momento in cui un coniuge ha diritto a una rendita, il matrimonio si scioglie o una persona vedova ha diritto a una rendita di vecchiaia. 

Tasso d’interesse di proiezione

Il tasso d’interesse di proiezione è un tasso d’interesse per calcolare il probabile avere di vecchiaia.

Tasso d’interesse minimo

Tasso d’interesse minimo LPP

Base giuridica: Art. 15 cpv. 2 LPP
Il tasso d’interesse minimo LPP è il tasso d’interesse minimo che viene applicato agli averi di vecchiaia LPP degli assicurati. Il Consiglio federale definisce l’ammontare del tasso d’interesse minimo LPP, tenendo in considerazione nella sua decisione l’andamento del rendimento di diverse riserve di valore (ad esempio obbligazioni della Confederazione, obbligazioni, azioni o immobili). Il Consiglio federale verifica questo tasso d’interesse almeno ogni due anni.

La cassa pensione (istituto di previdenza) decide l’ammontare degli interessi applicati all’avere disponibili tramite il regime obbligatorio.

Si veda anche Splitting.

Tasso tecnico

Abbreviazione: TT
Il tasso d’interesse tecnico è parte integrante del calcolo dei valori attuali della rendita. Per determinare il tasso d’interesse tecnico si ipotizza il tasso d’interesse tecnico medio applicato in futuro al capitale impiegato per versare le rendite.

Una cassa pensione ha bisogno del tasso d’interesse tecnico come tasso di sconto, affinché le sia possibile calcolare il capitale necessario per poter pagare le rendite future.

Le casse pensione sono libere, in una certa misura, di stabilire il tasso d’interesse tecnico da applicare. Più elevato il tasso d’interesse tecnico, più basso sarà il capitale rimborsato. D’altra parte, è più elevato anche il rischio che la cassa pensione vada incontro a una sottocopertura se la rendita diminuisce e risulta inferiore al tasso d’interesse tecnico. Più alto è il tasso d’interesse tecnico, più elevata è anche l’aliquota di conversione tecnica.

Nei valori attuali della rendita, il tasso tecnico è sempre legato ai valori statistici relativi alla mortalità, riassunti nei fondamenti tecnici. Il tasso d’interesse tecnico non va confuso con il tasso d’interesse minimo LPP o con il tasso d’interesse di proiezione.

Tavola

Le tavole forniscono le basi statistiche per il calcolo della probabilità di decesso. 

Si distingue tra tavola periodica e tavola generazionale. Le tavole periodiche non tengono in considerazione di un ulteriore e futuro allungamento dell’aspettativa di vita. Le casse pensione costituiscono un accantonamento per questo rischio. Le tavole generazionali ricorrono invece a un modello che tiene conto del futuro allungamento dell’aspettativa di vita e ogni annata ha quindi un’aspettativa di vita diversa.

Tavola di mortalità

Si veda Tavola.

v | w | x

Valore attuale

Abbreviazione: VA
Il valore attuale (valore attuale della rendita) è l’importo utilizzato per una rendita, affinché questa possa essere versata in un determinato ammontare, con un determinato tasso d’interesse (tasso d’interesse tecnico) per una determinata durata. Ciò significa che per poter calcolare il valore attuale della rendita si deve conoscere la corresponsione degli interessi prevedibile e la durata del versamento della rendita. Per il calcolo del valore attuale della rendita si presume che l’ammontare della rendita rimanga lo stesso per l’intera durata del pagamento (durata del versamento della rendita).  

Il valore attuale della rendita è importante per gli istituti di previdenza, poiché tramite tale valore questi possono calcolare il capitale iniziale che devono investire all’inizio della durata per poter poi pagare le rendite. 

Valore attuale della rendita

Si veda Valore attuale.

Versamento

Si veda Riscatto.

Versamento unico

Si veda Riscatto.

y | z

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